Il disciplinare Italia

biologico-cibo-italiano
L’Italia va avanti nonostante le politiche nefaste attuate sinora dai governi, alla quale basterebbe la semplicità di un disciplinare serio per combattere l’agropirateria nel mondo.

Nel 2012, un record, quasi trentadue miliardi di fatturato. Peccato solo per quei sessanta miliardi di prodotti “taroccati”.

Il mercato dei falsi può valere tra i sessanta e i novanta miliardi: sono stime di massima, ma è corretto dire che quel mercato vale almeno il doppio da quello raggiunto dal “Made in Italy” autentico. Ciò significa che l’Italia ha un mercato potenziale tra i novanta e i centoventi miliardi.

 

biologico-cibo-italiano

 

Il fenomeno dell’agropirateria si combatte con un “Disciplinare Italia” serio e semplice. Un esempio può essere quello citato da Oscar Farinetti (patron di Eataly) e cioè che basterebbe creare un marchio riconoscibile, tipo quello della pura lana vergine e del vero cuoio, e fare campagne pubblicitarie massicce, lasciando ai consumatori il compito di fare i poliziotti.

I consumatori vogliono il Made in Italy, quello di qualità, che ci rende grandi nel mondo. Questo significa dire no agli OGM, ai concimi chimici, ai diserbanti…ed è un mestiere che sappiamo fare benissimo. L’Italia deve diventare nell’agroalimentare ciò che la Svizzera è nella finanza. Abbiamo 7 miliardi di potenziali clienti e, di fatto, l’incidenza dell’estero è destinata ad aumentare molto a patto che ci sia una superiore capacità di fare marketing dei prodotti e dei brand nostrani.

 

biologico-cibo-italiano

 

E’ importante non avere paura dell’Italian  Sounding”, il fenomeno per il quale soggetti stranieri immettono sui mercati prodotti che evocano l’Italia pur provenendo da altri paesi, e che, come detto, è stimato in circa sessanta miliardi di euro. Bisogna, pertanto, cogliere le opportunità attraverso la valorizzazione delle superiori qualità che il nostro paese spesso esprime, così come hanno saputo fare le aziende della moda.

made-in-italy_italia-knowing

ITALIA KNOWING by AIB LONDON Ltd. © 2014-2016. All trademarks/brands/images are the property of their respective owners.